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Cambiare fornitore d’energia elettrica: cosa sapere

L’ultima bolletta dell’energia elettrica che ti è stata recapitata aveva un importo elevato e vuoi cercare di contenere la spesa complessiva?

Ci sono buone notizie per te: cambiare fornitore energetico, alla ricerca di un prezzo più concorrenziale e allineato alle tue necessità, è molto più facile di quello che tu possa pensare. Sul tema del cambio di fornitore c’è molta confusione e le informazioni sono spesso incomplete.

In questo articolo ti spiegheremo come poter effettuare una scelta nuova, quali sono le modalità e i tempi e cosa dovrai fare all’atto pratico per cambiare fornitore.

Ultimo aggiornamento: 05 settembre 2023

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Cosa implica cambiare fornitore dell’energia elettrica

In sintesi, il cambio di fornitore dell’energia elettrica 

  • è sempre possibile
  • è sempre gratuito, non esistendo penali 
  • non prevede interruzioni nel servizio, quindi avrai sempre corrente in casa 
  • non ha vincoli contrattuali 
  • non dovrai cambiare il contatore di casa
Il cambio fornitore è quindi una procedura puramente amministrativa, che potrai completare in poco tempo una volta individuata l’offerta che più si adatta alle tue necessità.

Come funziona il cambio di fornitore di energia elettrica

La procedura di cambio fornitore dell’energia elettrica viene indicata con il termine inglese switch. Una volta identificato il fornitore adatto alle tue esigenze non dovrai far altro che firmarne il contratto, in copia cartacea o in digitale se procederai online. A questo punto sarà il nuovo fornitore a procedere con tutti gli adempimenti del caso, comunicando al precedente fornitore il passaggio di contratto.

Non ci sono vincoli contrattuali nella sottoscrizione di un nuovo contratto di fornitura: potrai cambiare fornitore a tua discrezione quante volte vorrai, per qualsiasi motivo.

Ricorda: se cambi fornitore non devi segnalare la cosa al tuo attuale fornitore in quanto sarà quello nuovo ad effettuare la comunicazione. Oltre a questo non ci sarà nessun tipo di interruzione nella fornitura di energia di casa tua, tanto meno sarà necessario sostituire il contatore.

Quali sono i tempi per il cambio gestore di energia elettrica?

Esistono dei tempi tecnici per poter completare l’operazione di cambio fornitore: ci vorranno indicativamente 45-60 giorni, perché ai 20-40 giorni richiesti per comunicare al vecchio fornitore il passaggio a quello nuovo dovrai sommare i 14 giorni che la legge prevede per il diritto al ripensamento qualora tu sottoscriva il nuovo contratto non negli uffici del nuovo fornitore ma online o al telefono.

Tieni conto di queste tempistiche nella valutazione del cambio ad un nuovo gestore di energia elettrica: il cambio non sarà infatti immediato ma continuerai a utilizzare i servizi del precedente fornitore ancora per 1 o 2 mesi.

Perché cambiare fornitore di energia elettrica: i vantaggi

Il cambio di gestore di energia elettrica è operazione che può portare a diversi vantaggi

  • accesso a tariffe più concorrenziali rispetto a quelle dell’attuale fornitore 
  • servizio clienti più pronto nel rispondere in presenza di eventuali problemi 
  • maggiore trasparenza e chiarezza nelle condizioni contrattuali e nei costi della fornitura 
  • beneficio di eventuali sconti con programmi di fidelizzazione

Le differenze tra maggior tutela e mercato libero

Cambiare fornitore dell’energia elettrica alla ricerca di una tariffa più concorrenziale e di un costo in bolletta più ridotto richiede di conoscere come funziona il mercato delle tariffe della corrente. Il mercato si divide in due tipologie, mercato tutelato e mercato libero: 

  • mercato tutelato: noto anche come servizio a maggior tutela, prevede un intervento di controllo da parte dello Stato sui prezzi e quindi non c’è concorrenza tra gli operatori. L’ARERA (Autorità di Regolamentazione per Energia Reti Ambiente) stabilisce le condizioni dei contratti e i prezzi, che vengono rivisti ogni 3 mesi in base ai prezzi delle materie prime. 
  • mercato libero: in questo mercato l’energia viene venduta da varie aziende a prezzi da loro stabiliti, e che quindi possono differire di parecchio. Spesso le aziende offrono servizi collaterali alla fornitura dell’energia elettrica, così da meglio differenziarsi da quanto proposto dai concorrenti di mercato. 
Se le tariffe del mercato tutelato tendono a essere stabili, quantomeno su base trimestrale, e identiche tra gli operatori quelle del mercato libero beneficiano della concorrenza. Potresti quindi ritrovarti ad avere un costo molto più contenuto della tua bolletta se sceglierai il fornitore con le condizioni migliori per le tue specifiche necessità.

Quali sono i costi che compongono la bolletta

Una bolletta di energia elettrica si compone di 4 voci di costo: 3 sono decise dall’Autorità e quindi non dipendenti dal fornitore che andrai a scegliere, mentre una è completamente dipendente dalla strategia commerciale del fornitore. 

  • spese materia energia: è il costo della materia prima ed è definito dal fornitore che avrai scelto per il tuo contratto 
  • trasporto e gestione del contatore: si tratta di costi decisi dall’Autorità e variano a seconda della potenza del contatore e di quanto avrai consumato nel periodo 
  • oneri di sistema: altri costi gestiti dall’operatore 
  • imposte: è la quota di tassazione legata alla tua bolletta energetica

Il costo della materia energia è quello sul quale dovrai concentrare la tua attenzione nel confrontare le proposte di vari operatori.
Se il costo è fisso o indicizzato il fornitore applicherà due altre voci di costo addizionale da lui controllate: 

  • spread: è una quota di costo al kWh che si somma al PUN (Prezzo Unico Nazionale) indicato dal fornitore, qualora il contratto sia di tipo indicizzato, o al costo fisso al kWh inserito nella fornitura. Se ad esempio il costo fisso è pari a 0,17€ al kWh a questo si può sommare, se previsto, uno spread di 0,025€ al kWh che porta il costo effettivo della materia energia a 0,195€ al quale andranno sommati i costi legati al trasporto e gestione del contatore, agli oneri di sistema e alle imposte.
  • costo fisso di commercializzazione: è un costo mensile, tipicamente indicato come costo annuale, che troverai in bolletta e che è giustificato dalla gestione amministrativa del servizio.

Tariffa energetica a prezzo fisso o indicizzato

Il costo della materia prima può essere di due tipi: fisso o indicizzato. Nel primo caso il fornitore definirà un costo fisso per ogni kWh di energia consumata, mentre nel secondo il prezzo sarà legato ad un indice di riferimento che è il PUN, con l’eventuale aggiunta di una componente addizionale che è indicata con il termine di spread.

Un esempio di tariffa fissa potrebbe essere quella di una componente energia a 0,15€ al kWh per un periodo di 1 o 2 anni; una di tariffa indicizzata quella di una componente con PUN al quale sommare uno spread di 0,025€ al kWh.

Cosa è il PUN

Il PUN, acronimo di Prezzo Unico Nazionale, è il prezzo di riferimento all’ingrosso dell’energia elettrica che viene acquistata dagli operatori alla Borsa Elettrica Italiana (IPEX, Italian Power Exchange). Il PUN mensile, calcolato come media dei prezzi giornalieri, viene pubblicato sul sito del GME (Gestore Mercati Energetici) ed è liberamente consultabile.

Il PUN viene calcolato in base al tipo di fascia se monoraria oppure per fasce orarie con le classificazioni F1, F2 e F3: 

  • Fascia F1: dalle 8.00 alle 19.00 dal lunedì al venerdì, escluse le festività nazionali 
  • Fascia F2: dalle 07.00 alle 8.00 e dalle 19:00 alle 23:00 dal lunedì al venerdì, il sabato dalle 07:00 alle 23:00, escluse le festività nazionali 
  • Fascia F3: dalle 23.00 alle 7.00 dal lunedì al sabato, domenica e festività nazionali

Contratti a prezzo indicizzato o a prezzo fisso mensile: quali differenze

Una volta capiti quali siano le varie voci di costo che compongono la tua bolletta energetica potrai scegliere quale proposta sia preferibile per le tue necessità specifiche.

Un'offerta a prezzo indicizzato avrà un costo che varierà, a parità di consumo, in base alle oscillazioni del PUN mentre una a prezzo fisso avrà un costo della materia prima che non cambierà per il periodo di durata del tuo contratto, in genere 1 o 2 anni.

Quale scegliere? Se credi che il PUN tenderà a scendere nel corso del tempo una offerta indicizzata potrebbe fare al caso tuo. Se invece vuoi metterti al riparo dalle oscillazioni del mercato una tariffa a prezzo fisso sarà la scelta da seguire.

Energia elettrica: differenza tra kW e kWh

Parlando di energia si fa spesso molta confusione tra queste due unità di misura, pensando siano sinonimi. Così non è: il kW indica la potenza elettrica, mentre il kWh la quantità di energia

Per meglio spiegare questi due concetti con un paragone con le automobili, il kW è l’equivalente dei cavalli della tua automobile mentre il kWh sono i litri del serbatoio del carburante. Cambia una lettera ma puoi ben capire che i kW non sono i kWh e viceversa.

La potenza del tuo contatore di casa è espressa in kW: più elevata è la potenza maggiore sarà il numero di apparecchiature che potrai alimentare in casa. I contratti base prevedono una potenza di 3kW, con la possibilità di superare tale valore del 20% in presenza di picchi di richiesta prima che la corrente venga staccata.

Il consumo, giornaliero o mensile, della tua utenza domestica è calcolato in kWh: trovi in ogni bolletta il quantitativo di kWh che hai consumato nel periodo di riferimento, con identificazione del consumo per fascia oraria qualora il tuo contratto non sia di tipo monofascia ma preveda le 3 classiche fasce F1, F2 e F3.

Contratti certificati con energia green

Alcuni fornitori propongono contratti che prevedano la fornitura di sola energia green, ricavata cioè da fonti rinnovabili come quella solare o eolica. Puoi richiedere questo tipo di fornitura pagando un sovrapprezzo mensile, in genere contenuto in 1€ o 2€.

Quale fornitore e gestore di energia scegliere?

Non c’è una risposta univoca a questa domanda, dato che le tariffe dei vari fornitori cambiano di fatto ogni giorno. Quando vorrai cambiare il contratto dell’energia elettrica di casa ti consiglio di verificare questi punti: 

  • calcola il costo effettivo al kWh della tua ultima bolletta, prendendo l’importo che hai pagato incluso di tasse ma al quale avrai tolto l’eventuale canone RAI dividendolo per il quantitativo di kWh che hai consumato nel periodo di riferimento. Se ti è possibile fai questo calcolo anche per le bollette precedenti, così da verificare eventuali aumenti o diminuzioni 
  • verifica tra le offerte a costo fisso per la materiale energia quale sia al momento attuale la più conveniente 
  • verifica per tariffe indicizzate sul PUN, Prezzo Unico Nazionale, l’ammontare dello spread 
  • verifica la presenza di eventuali altri costi fissi di commercializzazione, in genere quantificabili tra 5€ e 15€ al mese a seconda del fornitore 
Ricorda che puoi cambiare fornitore a tuo piacere, quando vuoi e quante volte vuoi. Come detto in questo articolo il cambio non è istantaneo ma ci sono dei tempi tecnici, da 1 a 2 mesi, prima che il nuovo fornitore possa operare sulla tua utenza: il contatore non cambierà e non avrai alcun tipo di interruzione del servizio di fornitura elettrica di casa.

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Termini e condizioni

Salvo approvazione Findomestic Banca S.p.A. Al fine di gestire le tue spese in modo responsabile Findomestic ti ricorda, prima di sottoscrivere il contratto, di prendere visione di tutte le condizioni economiche e contrattuali, comprese quelle relative alle opzioni di cambio rata e salto rata (attivabili non cumulativamente dopo aver rimborsato regolarmente le prime 6 rate), facendo riferimento alle Informazioni Europee di Base sul Credito ai Consumatori (IEBCC) presso tutte le succursali di Findomestic Banca e sul sito www.findomestic.it. É possibile esercitare l’opzione del salto rata ogni anno di durata del prestito, rispettando l’intervallo temporale del pagamento con regolarità di 11 rate tra una richiesta di salto rata e l’altra. Le rate saltate saranno spostate alla fine del finanziamento. La durata del prestito personale può variare da 12 a 120 mesi in base al progetto. L'offerta Prestito Green è erogabile esclusivamente per progetti che promuovono il risparmio energetico, l'energia rinnovabile e l'efficientamento della casa, previa presentazione di una documentazione che certifichi la finalità del prestito richiesto da parte del cliente.

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